mercoledì 3 febbraio 2010

Se mi etichetti mi annulli





















Stanza, penombra, finestra sul mondo attacata alla spina, bollette, fumo, finestra appena appena aperta lascia entrare suoni e odori di pioggia, e freddo, 4 o 5 note ben assestate di un pianoforte come spilli escono dagli altoparlanti. La giornata dell'amnesia. Quasi quasi dimentico tette e culi e facciadaculo di belpaese coi buchi, dimentico immigrati e numeri verdi su Haiti, terremoto su Haiti, americani su Haiti, Bertolaso su Haiti. Chissa' perchè le immagini di Aushwitz le tirano fuori in bianco e nero solo il 27 di gennaio?
Apolide, come non mai: ebreo, ma non bombardo palestinesi, palestinese ma non mi faccio esplodere in aereo sull'america, americano ma non colonizzo irakeni, irakeno ma non faccio saltare in aria italiani, italiano che non vuole stare in irak a proteggere le basi dell'Eni che succhiano il sangue nero di una terra che è degli irakeni........italiano sempre meno, sempre piu' pugliese, ma di quelli che gli ospedali si riaprono e non si chiudono, che il nucleare qui da noi solo coi carrarmati, pugliese che non ha nulla contro il nucleare a parte il fatto che mi si deve spiegare dove mettere le scorie e poi si sa come vanno le cose: appalti subappalti, risparmio su materiali e mi ritrovo dieci centimetri di cartongesso attorno al nucleo invece che un muro di cemento e acciaio di 10 metri, pugliese dove il sole è l'energia e l'energia è cultura e turismo e mangiar bene.
Stanza, penombra, il piano va, e ricordo una frase di Sören Kierkegaard: “ Se mi etichetti mi annulli”. Sorrido, tossisco, maledette sigarette...guardo fuori dalla finestra, al palazzo di fronte una finestra, un teleschermo, sorridente la faccia di Casini...chiudo la finestra, ritossisco.....vado al lavabo , riempio un bicchier d'acqua, pugliese, mi disseto...

© salvatore digennaro


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