giovedì 11 febbraio 2010

Volevo fare l'avvocato
















Il Gravina-Bari è un trenino d'altri tempi: l'ultima volta che l'ho preso, a parte oggi, è stato 16 anni fa,nulla è cambiato, a parte il prezzo; i colori, il caldo e la puzza di rotaie e sudore estivo: tutto uguale ad allora, sembra quasi che non ci sia mai sceso. All'epoca, ogni mattina, mi conduceva a riscaldare col mio culo un banco d'università. Volevo fare l'avvocato.
Le ferule disegnano il percorso dei binari come i tunnel dei lunapark. Complice un dio che da sempre viene qui a riposar le membra, tutto sa d'andato: persino i capannoni costruiti e abbandonati in mezzo al verde e i discorsi dei viandanti. Brusii s'alternano su calcio, matrimoni, appunti di lezioni andate ed esami 100 volte ripetuti. Sordi suoni di russare riportano al mio sguardo vecchi assopiti sugli anni e sui posti per gli invalidi. Carni di donne sudate s'adagiano in succinti brandelli di cotone leggero, lasciando trasparire mediterranei seni ornati di nei.
Volevo fare l'avvocato e l'esame di diritto civile era da perderci i capelli, l'ultima volta in quel treno masticavo vigorsol blu bestemmiando la mia sesta bocciatura e fumando marlboro a contrabbando. Di fronte a me una signora cicciottella dagli occhi colorcielo faticava a tenere a bada una piccola peste dai capelli colorgrano e dalle pupille ghiacciobollente; e io a ripetere e bestemmiare e la bimba che mi chiede: "perché sei così nervoso?" e io a spiegarle della laurea, dell'esame, dei processi e i tribunali, e lei, apparizione, a chiedermi: "Ma se un assassino ti chiede di difenderlo tu lo fai assolvere comunque?".
Stazione di Toritto, "Gilda non disturbare..andiamo..ci scusi.." .
Arrivai a Bari, mezzora davanti alla porta dell'esame, poi, distretto militare e annullamento del rinvio causa studio. Alle parole dell'angelo paffuto non avevo saputo rispondere.
Stazione di Toritto; afa e viaggio interminabili: 60 km in un ora e mezza. S'accomodano di fronte una signora canuta dagli occhi azzurri a forma di matrioska e una stupenda creatura capelli colorgrano e occhi ghiacciobollente, vestite a festa; la ragazza cinge tra le mani un tomo rilegato in pelle bordeaux con scritte in oro: "Allora tutto ok?", "Si mamma.." sorride lei con tutta se stessa e cinge al suo petto il libro; sbircio tra le righe d'oro della copertina: Università degli studi di Bari, corso di laurea in giurisprudenza, tesi in diritto civile, studente Gilda Olivieri.
Chiudo gli occhi al suono dei binari e un pensiero disegna un sorriso sulla mia maschera: volevo fare l'avvocato…


© salvatore digennaro


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