giovedì 13 giugno 2013

È partita la mia mano....

E' partita la mia mano
Il vortice post milleniumbug all'impazzata fa saltare certezze come dittatori secolari. Non ci si sente italiani, ognuno è una lega di bassa lega. 

mercoledì 12 giugno 2013

Tempi Duri




Tempi Duri
E te lo immagini Mozart vivente ai giorni nostri? Lo mandi a far pubblicità alla punto-evo al posto del falsosfigato Allevi? 

giovedì 6 giugno 2013

Shakespeare,signore!



Shakespeare, signore!
La legge dei pirati è strana:
”NESSUNA SPADA DI PIRATA può trafiggere un’appartenente allo stesso equipaggio, neppur se traditore…..”.
E per il mio capo la legge è legge.

mercoledì 5 giugno 2013

Tonti e finti tonti





Il mondo è tondo, usan dire i vecchietti, in una sorta di religiosa accettazione della vita,  quando capita qualcosa che non dovrebbe accadere.


martedì 4 giugno 2013

Unapagina



Unapagina
Doveva ricordare, era la frase più bella, il verso più intenso che la sua mente avesse mai potuto partorire. Invece niente: fogli aquattro giacevano come le palline da golf di Golia all’angolo sudest della stanza sfumatoarancio dell’albergo.

lunedì 3 giugno 2013

CERVANTES






CERVANTES


Miguel son mi
E ho scritto un libro
Per pagare pusher
in doppiopetto grigio
e macchina a cambiali
Miguel son mi
Conosco un killer
Che si chiama Sancho
Mangia diossina prima d’ogni pasto.

domenica 2 giugno 2013

il sogno




IL SOGNO
Non so se sognavo o ero desto, ma nel dubbio scappai....corsi senza muovermi e come Dante passai oltre.... E poi la incontrai: era la porta del cielo o dell'inferno, sapeva d'acqua dopo un pomeriggio afoso di sole e sapeva di eco interminabile di nota in minore. La mia essenza era intrisa nell'assenzio di un'assenza assente. Assente era lei, l'unica lei a cui avevo regalato la elle maiuscola, sempre piu' un semplice errore ortografico era lei. Presente era lei, una presenza presente, al presente. Non v'era nulla da dare al futuro. Nulla da concedere.
La rincontrai e la guardai difronte a me ,e tra noi la scacchiera, la mia mossa l'aveva disorientata, era stretta li tra torre e cavallo, mi guardava con mille smorfie che davano al suo viso technicolor puro, un arcobaleno, io li orgoglioso e rincoglionito mi beavo perdendomi in lei. “scaccomatto”, disse. “lo sapevo”, dissi; pur di giocare con lei, avevo finto di non accorgermi di tre scacchi alla regina. Giocavo per perdere. E mi perdevo. E mi fermai, mi fermò. E mi svegliai, o almeno così mi parve, con il sole che si affacciava, tra le bizzose nubi del mattino. E mi svegliai, mi stropicciai gli occhi, e vidi il mare, i monti e l’orizzonte. E mi svegliai, ma dormivo. Parlavo, ma con nessuno. Pensai di fuggire, ma non mi muovevo. Tra il benedire e il maledire, la brezza del mattino mi svegliò. Mi guardai intorno, sbadigliai, mi riaddormentai, forse per sempre. Il campanello mi riportò alla dura realtà: il postino. 247 euro per eccesso di velocità.


© salvatore digennaro


l'infine

L'infine Affonderemo danzando, come la sala da ballo del Titanic  o creperemo testando improbabili ricette. Berremo la cicut...